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ll nuovo decreto sulle armi

Brutte novità per gli ex ordinanza (e non solo).

Mentre andiamo in stampa è già entrato in vigore (dal 5 novembre 2013) il DECRETO LEGISLATIVO 29 settembre 2013, n. 121. Per una più corretta informazione rimandiamo alla consultazione dell'insostituibile sito del Giudice Mori (www.earmi.it), dove potremo trovare il testo e il qualificato commento allo stesso, nonché gli eventuali aggiornamenti che dovessero sopraggiungere. Poiché, tanto per cambiare, alcune delle norme promulgate appaiono poco chiare o incoerenti rispetto ad altre disposizioni pure in vigore, attendiamo con fiducia (ben riposta?) qualche ulteriore precisazione si spera positiva per appassionati e collezionisti da parte degli organi competenti, prima di esporre commenti, pareri e suggerimenti. Mi limito, per ora, ad accennare a una delle note più dolenti introdotte dal nuovo decreto, soprattutto per l'impatto negativo che potrebbe avere a livello di collezionismo, di attività di tiro, e soprattutto di rispetto verso oggetti che hanno fatto la storia; per non parlare poi di alcune ricadute (ovviamente anch'esse negative) sul piano commerciale ed economico. L'art. 2 del nuovo D.Lgs., modificando l'art. 2 della Legge 110/1975, vieta la vendita di armi lunghe con serbatoio o caricatore contenente più di 5 colpi o di armi corte con caricatore contenente più di 15 colpi. Ad eccezione dì: armi per uso sportivo (se destinate a discipline che prevedono l'uso di caricatori con più colpi di quelli limitati dalla presente norma), armi antiche, repliche di armi antiche (i cui caricatori però in ogni caso non possono superare i 10 colpi). Il "colpo" di questa nuova normativa viene, solo in parte, attutito da un regime transitorio: se da un lato non è ancora chiaro come devono comportarsi gli armieri a partire dal 5 novembre, dall'altro i privati sono provvisoriamente ”graziati": chi già possiede armi del tipo ora vietato per il numero di colpi può tranquillamente tenerle e sembra usarle così come sono, senza bisogno di adattarle alle nuove limitazioni, né ora né mai. Può anche scambiarle (acquisirle da o cederle ad altri privati), ma questo solo fino al novembre 2015: dopo questa data non è possibile cederle se non modificate in modo irreversibile nel senso restrittivo (5 colpi le lunghe e 15 le corte) richiesto dalla legge. Idem per i relativi caricatori: chi ne ha di "maggiorati" dichiarando di esserne in possesso prima del 5 novembre 2013 (anche se i caricatori, non essendo più "parti di armi”, non devono essere denunciati all'autorità di P.S.) può continuare a detenerlo, ma non potrà cederlo dopo il novembre 2015. Non possiamo qui ignorare il grave scempio che verrebbe a compiersi fin d'ora, ma ancor più dopo il 2015, di tante preziose testimonianze della storia e della cultura materiale: gloriosi '91, colpevoli solo di essere stati progettati (in questo meglio degli Steyr, dei Mauser o degli americani) per contenere 6 colpi, saranno funzionalmente e forse esteticamente deturpati con blocchi, rivettature o altri congegni; oggetti simbolo come gli Enfield n. 1, gli ”smellies" dal profilo inconfondibile celebrato anche da Ugo Pratt, verranno mutilati nella loro fisionomia a causa della sottrazione del serbatoio... Mi fermo qui lasciando ad ognuno lo spazio di aggiungere un'infinità di incresciose situazioni simili. C'è solo da sperare in qualche norma o interpretazione correttiva (non sarebbe la prima volta che la lettera della legge viene parzialmente modificata da interpretazioni istituzionali di buon senso, adattandola alla realtà) trovi il modo di salvaguardare almeno gli oggetti che hanno una valenza storico-collezionistica. L'importante è che, come cultori dell'oplologia e della storia, facciamo sentire la nostra voce, qualora fosse necessario, nelle sedi più opportune.

B. Lavarone